I.I.S. “Borghese-Faranda – XII edizione Borsa di studio '' Antonella Minniti Ajello ''
Una mattinata di emozione, di riflessione e di condivisione.
Giorno 9 ottobre nell’Aula Magna dell’I.I.S. “Borghese – Faranda” di Patti si è tenuta la cerimonia della XII edizione di consegna della borsa di studio in onore della dottoressa Antonella Minniti Ajello.
La consegna della borsa di studio è stata un incontro tra merito e umanità, tra impegno scolastico e valori capaci di rendere migliore il mondo in cui viviamo.
Al centro della mattinata, un messaggio tanto semplice quanto profondo, il sapere acquista il suo significato più alto quando si accompagna alla bontà del cuore. Perché il valore di una persona non si misura soltanto nei risultati raggiunti, ma anche nella capacità di accorgersi degli altri, di tendere la mano a chi è in difficoltà, di rispettare i più fragili, di vivere la fratellanza, la solidarietà e l’amore per il prossimo.
Il dottor Antonino Ajello ha richiamato il pensiero dello scrittore e poeta cubano José Martí, racchiuso in una frase di profonda umanità: «Aiutare chi ha bisogno non è soltanto un dovere, ma una gioia che arricchisce l’anima». Un messaggio prezioso, rivolto soprattutto ai giovani, un invito a studiare per crescere, crescere per comprendere e comprendere per imparare ad amare. Perché la vera grandezza non risiede in ciò che accumuliamo per noi stessi, ma nel bene che riusciamo a donare agli altri.
Ha poi proseguito dando voce a questi nobili ideali attraverso la figura di San Francesco, esempio luminoso di umiltà, pace e amore universale, e attraverso la struggente bellezza della Pietà di Michelangelo. Il volto della Madre che accoglie il Figlio senza vita diventa immagine di ogni madre che piange, di ogni famiglia spezzata, di ogni giovane strappato al futuro da guerre ingiuste e dall’egoismo smisurato di chi dimentica il valore sacro della vita umana. Un’immagine che ci invita a riflettere sul dolore di un’umanità ferita e sull’urgenza di riscoprire quei valori di pace, solidarietà e fratellanza che soli possono contribuire a costruire un mondo più giusto e umano.
Davanti a quell’immagine, il dolore non appartiene più soltanto a una Madre, ha sottolineato il dottor Ajello, diventa il dolore di tutte le madri, di tutti i popoli, dell’intera umanità ferita. E ci ricorda quanto sia urgente educare le nuove generazioni alla pace, al rispetto, alla responsabilità e alla consapevolezza che nessuna ambizione, nessun potere, nessun interesse può valere più della vita di una persona.
È proprio dai giovani che può nascere il cambiamento. Non servono gesti straordinari per trasformare il mondo, occorre riscoprire, ogni giorno, quei principi che sono il fondamento di una società davvero civile. La gentilezza al posto dell’indifferenza, l’ascolto al posto del giudizio, la collaborazione al posto della competizione sterile, la solidarietà al posto dell’egoismo. E, soprattutto, la capacità di riconoscere nell’altro non un estraneo, ma un fratello.
In questo spirito si colloca il riconoscimento conferito a Flavia Facchin, Frandina Luca, Giunta Antonino, Mostaccio Aurora, Sofia Saaf, ai quali è stata consegnata una targa per valorizzarne il percorso e le qualità umane, Elena Merendino, destinataria della borsa di studio, testimonianza concreta di quanto impegno e sensibilità possano procedere insieme.
Quest’anno, inoltre, la cerimonia si è arricchita di un riconoscimento speciale, assegnato a Adriana Olivo, una studentessa che ha scelto di diventare madre senza rinunciare al proprio percorso di studi.
Un riconoscimento dal significato particolarmente profondo, che invita a guardare alla persona nella sua interezza, ai suoi sogni, alle sue responsabilità, al coraggio delle sue scelte e alla capacità di continuare a costruire il proprio futuro. La sua esperienza ci ricorda che lo studio e la maternità, le aspirazioni personali e la cura dell’altro possono camminare insieme, in un percorso di crescita che coinvolge la mente, il cuore e la vita stessa.
Le parole di una delle premiate, Aurora Mostaccio, hanno restituito con particolare intensità il senso più autentico di questa giornata, il bene non ha bisogno di arroganza, non si nutre di presunzione, non cerca di imporsi. Il bene autentico si manifesta nella discrezione, nella coerenza, nella generosità dei gesti quotidiani. Non ha bisogno di ostentarsi, perché la sua forza risiede nella verità delle azioni e nella purezza delle intenzioni.
Anche il Dirigente scolastico, prof.ssa Antonietta Emanuele, ha sottolineato il valore profondo di questa borsa di studio e la generosità di chi l’ha istituita con un pensiero speciale rivolto a chi oggi non è più fisicamente presente, ma continua a vivere nella memoria, negli ideali e nei gesti che l’hanno sempre ispirata. Perché, continua la Dirigente, ci sono assenze che non cancellano la presenza, diventano radici, accompagnano i nostri passi, illuminano le nostre scelte e ci ricordano che il bene seminato non smette di dare frutti.
A tutti i premiati va l’augurio di custodire questi valori lungo il proprio cammino, senza mai dimenticare che il successo più grande non consiste soltanto nel raggiungere una meta, ma nel saperla raggiungere senza perdere la propria umanità.
Al dottor Antonino Ajello che sostiene questa iniziativa nel ricordo e nell’esempio della moglie va la gratitudine per aver trasformato una borsa di studio in qualcosa di molto più grande, un’eredità morale, una testimonianza d’amore, un invito a costruire un futuro più giusto e fraterno.
La mattinata si conclude con le parole di San Francesco, che racchiudono lo spirito di questa giornata e il senso più profondo dell’educare:
«Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile».
Che i nostri giovani possano avere il coraggio di cominciare dal bene, la forza di perseverare nella solidarietà e la saggezza di non smettere mai di scegliere l’umanità.